Aziende green

Aziende green

Batti il cinque: report su piccole e grandi aziende ecosostenibili italiane

Riuscire a coniugare sostenibilità e produttività è la missione che devono intraprendere le aziende mondiali nel prossimo futuro per rimanere competitive sul mercato. Questo impone alle aziende italiane di virare verso un’economia sempre più ecosostenibile.

Illycaffè

Tra alcune floride realtà italiane che mandano avanti il “green thinking” c’è l’azienda Illycaffè che opera nell’ambito della ristorazione. A essa va una menzione d’onore perché è stata riconosciuta per il decimo anno consecutivo tra le aziende più etiche del mondo dal World’s Most Ethical Companies 2022 – realizzata da Ethisphere Institute, leader globale nella definizione e nello sviluppo di standard etici aziendali –.  Illycaffè ha il pregio di esser stata finora l’unica azienda italiana ad aver ricevuto questo riconoscimento prestigioso; nel 2022 è stato assegnato a 136 organizzazioni di 22 paesi e 45 settori diversi.Illy ha raggiunto questi obiettivi perché ha da sempre orientato le proprie strategie verso un modello di business sostenibile, integrando gli obiettivi economici con quelli sociali e ambientali.L’impegno di questa azienda non cesserà a breve e da come si legge nel report stilato da Illy stessa, gli obiettivi per il 2030/2033 sono:

  • migliorare l’efficienza energetica e il consumo di risorse applicando sempre le migliori pratiche e soluzioni innovative;
  • progettare prodotti e sistemi secondo criteri coerenti con i principi della sostenibilità e dell’economia circolare;
  • promuovere il rispetto dell’ambiente come principio fondamentale per l’innovazione e per la sostenibilità del settore, lungo tutta la catena del valore.
  • diventare carbon neutral entro il 2033.

Ferrero

Anche la Ferrero si tinge di green. Il colosso del settore alimentare e padre della Nutella si è infatti posto l’obiettivo di ridurre:

  1. le emissioni del 43% per ogni tonnellata di prodotto realizzato;
  2. la carbon footprint entro il 2030.

Inoltre, l’azienda piemontese vuole far sì che entro il 2025 tutti gli imballaggi siano riutilizzabili, riciclabili o compostabili al 100%. Il rapporto di sostenibilità redatto nel luglio del 2021 dal presidente esecutivo della società, Giovanni Ferrero, si basa su quattro pilastri chiave della strategia di sostenibilità di gruppo: protezione dell’ambiente, approvvigionamento sostenibile degli ingredienti, promozione di un consumo responsabile e valorizzazione delle persone. Tra gli obiettivi raggiunti sinora spicca l’approvvigionamento di fave di cacao 100% sostenibili ottenuto nel 2020 e l’utilizzo di energia elettrica 100% rinnovabile negli stabilimenti europei.  In ambito umanitario è da segnalare anche la partnership siglata con Save the Children per massimizzare l’impatto positivo delle proprie iniziative.

Planet Farms

L’impronta green è lo scopo che si sono posti i due manager Luca Travaglini e Daniele Benatoff, nei riguardi dell’agricoltura; nel 2021 hanno inaugurato il più grande impianto d’Europa di “Planet Farms”. In questo impianto allevano erbe aromatiche e insalate al chiuso in ambiente sterile; la superficie di coltivazione si sviluppa su più livelli e occupa complessivamente dieci mila metri quadrati. Il sistema di irrigazione parte dal basso ed è a ciclo chiuso perché permette di risparmiare oltre il 95% di acqua, mentre la luce solare è sostituita da un sofisticato sistema di luci a led che è in grado di simulare l’alba e il tramonto.  L’obiettivo è quello di produrre circa 50 mila confezioni di insalate al giorno. È un progetto ambizioso ma che ha già portato a vendere le prime selezioni di insalata al lattughino biondo, basilico classico e tre mix orientale, piccante e delicato sui banconi dell’Esselunga1. L’ambizione non si ferma qui dato l’ultimo investimento aggiuntivo di 30 milioni di euro per finanziare nuovi progetti.

Green Data Center

Di tutt’altro settore, ma con risultati altrettanto favorevoli, si occupa il Green Data Center di Ferrera Erbognone in provincia di Pavia, che racchiude i sistemi informatici centrali di elaborazione di Eni, sia per quanto riguarda l’informatica generale che per le applicazioni Oil & Gas.  Il Green Data center rappresenta un’eccellenza tecnologica ospitando l’HPC5 che è stato inaugurato il 6 febbraio 2020, e a giugno dello stesso anno è entrato nella lista dei TOP500 computer più potenti al mondo, classificandosi come sesto in tutto il globo e addirittura primo in Europa. Ma la caratteristica più strabiliante di questo computer è che risulta essere tra gli otto più green al mondo per risparmio energetico a parità di calcolo.  Come si legge dal rapporto dell’Eni, infatti, nel 2020 il P.U.E. (Power Usage Effectiveness, cioè il rapporto tra il consumo elettrico complessivo e consumo dei soli apparati informatici) del Green Data Center è stato pari a 1,162 a fronte di una media mondiale pari a 1,620 P.U.E. Ciò significa che per far funzionare adeguatamente il Green Data Center c’è bisogno di un consumo minore di energia rispetto ai competitor.  In numeri assoluti il Data Center di Ferrera Erbognone ha risparmiato 5997 tonnellate di CO2 nel 2020, di cui 457 grazie all’utilizzo del fotovoltaico – impianto che ha circa 1MWp (megawatt) –. Inoltre, anche il sistema di raffreddamento ha dato una mano importante, vista la sua gestione per il 92% del tempo con la sola aria esterna che permette di filtrare circa 3000 kg annui di polvere.

Green Data Center

Anche le aziende che si occupano dell’estetica delle persone hanno recentemente deciso di intraprendere uno stile più sostenibile e puntare all’economia circolare per tentare di raggiungere gli obiettivi prefissati dall’Agenda 2030. In base ai dati elaborati dal World Economic Forum, infatti, le emissioni di CO2  prodotte dalla fashion industry è ancora eccessivamente elevata: per questo motivo, i produttori di merce d’abbigliamento si stanno impegnando ad attuare una politica maggiormente in linea con questa situazione. Ne è esempio il famoso marchio “Ferragamo” che ha recentemente lanciato una nuova piattaforma digitale, la Suistainable Thinking, che riunisce innovativi prototipi sui quali i contributors sono chiamati a esporre pensieri e idee all’interno del network per confrontarsi sul continuo evolversi delle tematiche sostenibili.

«È il nostro impegno nell’essere responsabili della creazione di una bellezza reale e duratura, attraverso il richiamo a valori imprescindibili del genius loci come artigianato, tecnologia, ricerca e sostenibilità»2 precisa Micaela le Divelec Lemmi, amministratrice delegata della suddetta azienda.

Conclusione

Nessun settore ha rinunciato a ricercare i giusti metodi per rendere l’ambiente più sostenibile, iniziando dal settore alimentare, proseguendo con quello agricolo e tecnologico e, infine, quello relativo alla moda.
Ognuna di queste aziende, con risultati più o meno importanti, è riuscita a puntare a una miglioria del proprio mondo imprenditoriale in funzione della salvaguardia del pianeta.

Note

[1] Mauro Rancati, A Cavenago nella vertical farm più grande d’Europa: qui insalata e basilico crescono senza pioggia e sole (e senza smog), https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/10/26/news/vertical_farm_planet_cavenago_brianza-323754758/, 26 ottobre 2021, consultato il 09 maggio 2022

[2] https://group.ferragamo.com/it/news/2021/sustainable-thinking, 22.04.21, consultato il 16.06.22

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